Gift card ristorante e hotel: come venderle

La gift card ristorante porta liquidità subito e nuovi clienti in sala, ed è una formula adatta anche a hotel, bar e B&B. Scopri come impostare i buoni regalo, come gestire l'IVA, dove venderli, quali errori evitare e come comunicarli prima delle feste.

La gift card ristorante è uno degli strumenti più semplici per aumentare gli incassi nelle settimane che precedono le feste. Costa poco da attivare. Porta liquidità subito e porta in sala clienti che non ti conoscono ancora.

Non vale solo per i ristoranti. Anche hotel, B&B, bar e pasticcerie possono vendere buoni regalo. Il meccanismo è lo stesso: il cliente paga oggi un’esperienza che userà più avanti.

In questa guida trovi come impostare l’offerta, come gestire l’IVA, dove vendere i buoni e quali errori evitare. Ogni passaggio parte dalle esigenze di chi lavora nel settore Ho.Re.Ca. e ha poco tempo.

Perché la gift card ristorante funziona

Chi regala un buono sceglie un’esperienza, non un oggetto. Per questo la domanda cresce ogni anno. I dati Sabre citati da Quality Travel fotografano il mercato delle gift card alberghiere. Vale circa 60 miliardi di dollari. Cresce in media del 14% l’anno.

Lo stesso studio segnala un dato utile anche per la ristorazione: il 72% degli ospiti spende più del valore della carta. Il picco di acquisti arriva la sera della vigilia di Natale, tra le 23 e la mezzanotte. I regali last minute pesano più di quanto pensi.

I vantaggi concreti per il tuo locale sono quattro:

  • Liquidità anticipata: incassi prima di servire il pasto o la camera.
  • Clienti nuovi: chi riceve il buono spesso non è mai stato da te.
  • Scontrino più alto: molti clienti ordinano oltre il valore del buono.
  • Ritorno in sala: una buona prima visita apre la strada alla fedeltà. Se vuoi lavorare su questo, leggi anche le carte fedeltà per il tuo locale.

Come impostare l’offerta di buoni regalo

Parti da pochi tagli, facili da scegliere. Per un ristorante vanno bene buoni da 30, 50 e 100 euro. Aggiungi un percorso già pronto, per esempio una cena degustazione per due.

Un hotel o un B&B può proporre una notte con colazione. Un bar può offrire un aperitivo con tagliere. Una pasticceria può confezionare un cesto di dolci. Descrivi sempre cosa include il buono, così il cliente sa cosa regala.

Cura la presentazione. Una busta di carta robusta, un nastro e una grafica pulita fanno la differenza. Il buono deve sembrare un vero regalo. Molti locali stampano il buono su cartoncino con il nome del locale e il numero progressivo.

Scrivi le condizioni in modo semplice:

  • data di scadenza, con un periodo chiaro (ad esempio dodici mesi);
  • prenotazione obbligatoria, soprattutto nei weekend;
  • buono non rimborsabile e non convertibile in denaro;
  • eventuali giorni esclusi, come le serate di capodanno o le festività.

Se vuoi un’idea per il periodo natalizio, guarda anche l’articolo su come organizzare Natale al ristorante. Il buono regalo si inserisce bene in una proposta di stagione.

IVA e aspetti fiscali dei buoni: cosa controllare

Dal 2019 la normativa IVA distingue tra buoni monouso e buoni multiuso. Un buono è monouso quando al momento dell’emissione sono già noti il luogo della prestazione e l’IVA dovuta. In questo caso l’imposta scatta già alla vendita del buono.

Nel buono multiuso questi elementi non sono certi. L’IVA si applica quando il cliente usa il buono e il locale presta il servizio. Una gift card ristorante spendibile su più sedi o su servizi con aliquote diverse rientra spesso in questa seconda categoria.

La classificazione dipende dal tuo caso. Per un quadro ufficiale consulta il sito dell’Agenzia delle Entrate. Poi confrontati con il tuo commercialista prima di vendere il primo buono. Chiedigli anche come registrare incassi e scontrini.

Dove vendere la gift card ristorante

Receptionist di un hotel consegna una gift card in cartellina elegante a una coppia di ospiti

Offri più canali di acquisto. Più è facile comprare, più buoni vendi. I canali più efficaci sono questi:

  • In cassa o in reception: tieni i buoni già pronti e visibili.
  • Sul sito: una pagina con taglio, pagamento e invio del buono via mail.
  • Su WhatsApp: molti clienti ordinano il buono con un messaggio. Scopri come usare WhatsApp Business per le prenotazioni.
  • In newsletter e sui social: racconta cosa include il buono e fino a quando puoi consegnarlo.
  • Alle aziende: proponi buoni per regali a dipendenti e clienti. Spesso gli acquisti sono più alti.

Chi vuole un’idea di partenza può guardare anche i cofanetti regalo per la tua attività, una formula vicina al buono ma più ricca.

Gli errori da evitare con i buoni regalo

Gli errori più comuni sono semplici. Basta una buona organizzazione per evitarli:

  • Scadenze poco chiare: il cliente si presenta con un buono scaduto e nasce un conflitto.
  • Nessun registro: senza codici univoci rischi doppi utilizzi o smarrimenti.
  • Staff non informato: camerieri e receptionist devono conoscere le regole del buono.
  • Uso nei giorni di punta: decidi se accettare i buoni anche il sabato sera e scrivilo.
  • Nessun follow-up: dopo la visita ringrazia il cliente e chiedi un parere.

Un buon follow-up trasforma un regalo in un cliente fisso. Dopo l’utilizzo invia un messaggio di ringraziamento. Se il cliente è soddisfatto, invitalo a lasciare una recensione.

Domande frequenti sulla gift card ristorante

Quanto deve durare la scadenza di una gift card ristorante?

Molti locali scelgono dodici mesi dall’acquisto. È una durata chiara per il cliente e sufficiente per programmare la visita. Scrivi sempre la data sul buono e nelle condizioni di vendita.

La gift card ristorante è rimborsabile?

Di solito no. Indica la regola nelle condizioni di vendita e falla leggere prima del pagamento. Se il cliente non può usare il buono, puoi proporgli di regalarlo a un’altra persona.

Posso vendere buoni regalo anche per un B&B o un bar?

Sì. Il meccanismo è identico. Un B&B può vendere una notte con colazione, un bar un aperitivo per due. Cambiano solo il taglio del buono e le condizioni d’uso.

Come tengo traccia dei buoni venduti e usati?

Assegna a ogni buono un codice univoco e riportalo in un foglio di calcolo. Registra data di vendita, importo, scadenza e data di utilizzo. A fine mese controlla i buoni ancora aperti.

Quando conviene iniziare a vendere i buoni regalo per le feste?

Conviene iniziare circa sei settimane prima di Natale. Comunica l’offerta sui social, in newsletter e in cassa. Tieni attiva la vendita online anche negli ultimi giorni, perché molti acquisti arrivano all’ultimo minuto.

Una gift card ben pensata richiede poco lavoro e porta risultati rapidi. Scegli due o tre tagli, scrivi condizioni chiare e prepara un registro semplice. Poi comunica l’offerta con costanza fino a fine anno.